Sicurezza e Innovazioni
I solventi sono presenti in numerosi ambienti di lavoro: pulizia, sgrassaggio, verniciatura, manutenzione, produzione e persino nei laboratori. La loro efficacia comporta tuttavia un rischio specifico: molti solventi sono infiammabili e i loro vapori possono formare un’atmosfera suscettibile di incendiarsi in presenza di una fonte di accensione. La prevenzione del rischio di incendio non si basa quindi su un’unica misura. Richiede un approccio globale che combini la riduzione delle quantità presenti sul posto di lavoro, il controllo delle fonti di ignizione, la ventilazione, attrezzature adeguate per lo stoccaggio e la movimentazione, nonché una chiara organizzazione del flusso dei prodotti.
Elettricità statica e scintille: perché la messa a terra è essenziale durante la manipolazione dei solventi
Quando un solvente infiammabile viene travasato, agitato o spostato, può generarsi una carica elettrostatica. Se questa carica si accumula su un’attrezzatura conduttiva isolata, può provocare una scarica sotto forma di scintilla. In presenza di vapori infiammabili, questa scintilla può costituire una fonte di accensione. La messa a terra e l’equipotenzialità delle apparecchiature conduttrici costituiscono quindi elementi essenziali di prevenzione. Per gli impianti interessati, le apparecchiature conduttrici che utilizzano solventi o che si trovano in loro prossimità devono essere in grado di scaricare le cariche elettrostatiche al fine di limitare il rischio di scintille.
Anche la scelta del recipiente riveste un ruolo importante. Per la manipolazione di solventi infiammabili, è preferibile limitare l’uso di contenitori aperti o inadatti e privilegiare recipienti progettati per tale scopo, che consentano in particolare di ridurre i rischi di perdite, fuoriuscite ed esposizione ai vapori. Durante il travaso, la prevenzione deve quindi essere concepita come un insieme: attrezzature adeguate, controllo dell’elettricità statica, limitazione delle fonti di accensione e organizzazione della postazione di lavoro. La messa a terra, di per sé, non costituisce una garanzia assoluta contro tutti i fenomeni elettrostatici; essa si inserisce in un approccio globale di prevenzione.
Dal contenitore di sicurezza all’armadio di sicurezza: come organizzare un flusso di lavoro conforme?
La sicurezza inizia ben prima dell’utilizzo del solvente. Deve essere integrata nell’intero percorso del prodotto: ricezione, stoccaggio, messa a disposizione, utilizzo e, infine, gestione dei contenitori e dei rifiuti. Una prima regola consiste nel conservare sul posto di lavoro solo le quantità necessarie all’attività. L’obiettivo è ridurre il più possibile la quantità di liquido infiammabile presente nell’area di lavoro e quindi limitare le potenziali conseguenze di un incidente.
EN 14470-1: una norma particolarmente rigorosa per gli armadi di sicurezza
Per lo stoccaggio dei liquidi infiammabili, la NF EN 14470-1 costituisce un riferimento fondamentale. Questa norma disciplina gli armadi di stoccaggio antincendio destinati ai liquidi infiammabili e definisce, in particolare, i requisiti relativi alla loro costruzione, alla loro resistenza al fuoco, alla loro classificazione e alle loro prestazioni durante prove specifiche. Il suo rigore si basa su un principio essenziale: un armadio non può essere semplicemente definito «resistente al fuoco» in base ai materiali con cui è realizzato o al suo aspetto. Le prestazioni dell’intera struttura devono essere dimostrate attraverso prove definite dalla norma. Scoprite la nostra [guida completa alla norma EN 14470-1] per verificare la conformità dei vostri impianti.
Organizzare il flusso di lavoro attorno all’armadio
L’armadio di sicurezza consente quindi di separare lo stoccaggio dei prodotti infiammabili dalla zona di manipolazione corrente.
Deve essere scelta in base ai prodotti in questione, alle quantità stoccate e ai vincoli specifici dell’impianto. Il flusso può quindi seguire una logica semplice: stoccare i volumi principali in un’area dedicata, prelevare solo la quantità necessaria, trasportare il prodotto in un contenitore adeguato fino alla postazione di lavoro, quindi riporre il contenitore in magazzino dopo l’uso. Questa organizzazione limita la quantità di prodotti infiammabili presenti contemporaneamente nelle aree di lavoro e riduce i rischi legati alle manipolazioni ripetute.
La gestione dei rifiuti deve seguire la stessa logica. Stracci, assorbenti o contenitori che sono stati a contatto con solventi non devono essere considerati come semplici rifiuti ordinari: il loro stoccaggio deve essere organizzato in modo da limitare i rischi di incendio e di contaminazione della postazione di lavoro.
Infine, la scelta di un armadio conforme ai requisiti della norma NF EN 14470-1 non esonera da un’analisi globale della postazione di lavoro. Il datore di lavoro deve inoltre tenere conto delle proprietà dei prodotti, delle quantità presenti, della ventilazione, delle potenziali fonti di accensione e delle condizioni effettive di utilizzo.
Ridurre il rischio alla fonte: ventilazione, quantità e buone pratiche
La prevenzione del rischio di incendio legato ai solventi passa innanzitutto attraverso la riduzione della probabilità che una miscela infiammabile entri in contatto con una fonte di accensione. Ciò implica limitare le emissioni di vapori, in particolare grazie a una ventilazione adeguata e, ove opportuno, a un sistema di aspirazione alla fonte. Anche mantenere la postazione di lavoro pulita e libera contribuisce a evitare che una fuoriuscita o un accumulo di prodotti infiammabili trasformi un incidente in un incendio. È inoltre necessario tenere sotto controllo le diverse fonti di accensione: fiamme libere, lavori con punti caldi, apparecchiature elettriche non adeguate, utensili che possono produrre scintille o scariche elettrostatiche.
Oltre alle attrezzature, la formazione degli operatori rimane fondamentale. Ogni utente deve conoscere le proprietà dei prodotti manipolati, le norme di stoccaggio, le procedure in caso di fuoriuscita e i comportamenti da adottare per evitare qualsiasi fonte di accensione. L’obiettivo non è quindi semplicemente quello di riporre i solventi: si tratta di progettare una postazione di lavoro in cui ogni fase, dal prelievo allo stoccaggio dei rifiuti, contribuisca a ridurre il rischio.
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